“Hai già girato l’episodio a due, tre, quattro camere. Quello che manca non è un altro tutorial su Premiere: è sync, rough cut, caption ed export — senza caricare i rushes su un NLE cloud e senza passarci il pomeriggio.”
Shotloom è un NLE locale guidato dall’AI pensato per chi gira multicam sul serio: podcast settimanali, eventi, interviste, workshop, lezioni. Il percorso primario è automatico — analizza e monta — e solo dopo, se sei precisino, raffini ritmo, stile sottotitoli e parametri nella dashboard. I file restano sulla tua macchina (o sul VPS che controlli tu): niente upload obbligatorio, niente bolletta cloud di montaggio.
Il nome non è marketing vuoto: shot (inquadrature) + loom (telaio). Entrano più camere; ne esce un solo montaggio utilizzabile.
Il progetto è in early access su GitHub. Oggi si avvia con Docker e si usa dal browser; la roadmap punta all’installer Electron retail (stesso schema di Qwibo) e a una modalità documentaristica con tanti clip + voce fuori campo.
Perché l’ho fatto
Dopo Qwibo — trascrizione audio/video locale, packaging Electron retail — il pezzo successivo della catena creativa era ovvio: dal rushes al cut.
Chi produce contenuti multicam conosce il collo di bottiglia. La ripresa c’è. Il tempo per allineare le tracce, scegliere i tagli, bruciare i sottotitoli e esportare quattro formati diversi no. CapCut e Descript risolvono la velocità, ma chiedono di caricare i file. Premiere e DaVinci restano ottimi per il finish, ma sono lenti se ti serve solo un rough cut pubblicabile entro sera.
Volevo uno strumento che:
- Partisse dal caso d’uso reale (2–4 camere, non “un editor generico”)
- Facesse il lavoro sporco da solo (sync, montaggio, caption, export)
- Restasse on-device per privacy e costi
- Avrebbe una sola superficie chiara (dashboard Shotloom), non un clone CapCut da imparare prima di ottenere un risultato
Shotloom è la risposta a quella domanda. Non è “un altro NLE con AI appiccicata”: è un prodotto con una stella polare esplicita — clip multicam in → Shotloom fa tutto → se serve, raffini.
Il problema: il multicam mangia le giornate
1. Sync e switch camera non sono “creatività”
Allineare tre microfoni e due videocamere, trovare dove parla chi, tagliare i morti: è lavoro meccanico. L’AI può (e deve) farlo per prima.
2. Ogni piattaforma vuole un export diverso
YouTube 16:9, TikTok/Reels 9:16, caption bruciati o file separati, ritmi diversi. Rifare lo stesso episodio quattro volte è il modo più sicuro di odiare il proprio mestiere.
3. Privacy e rushes non pubblicati
Episodi non ancora usciti, eventi clienti, interviste sensibili: caricarli su un servizio cloud non è sempre accettabile. Per molti è un vincolo, non una preferenza.
4. L’NLE tradizionale è sovradimensionato per il rough cut
Color grading, curve, plugin: utili dopo. Prima serve un cut che regga. Shotloom punta a quel tratto — prima di pranzo, non “entro fine settimana se tutto va bene”.
Cosa fa Shotloom (funzionalità)
Flusso primario — automatico
| Funzionalità | Dettaglio | |—|—| | Ingest multicam | Drop di 2–4 clip camera (MP4 e formati tipici da ripresa) in un progetto | | Sync | Allineamento delle tracce tra camere | | Rough cut AI | Montaggio proposto: switch, ritmo, struttura utilizzabile | | Sottotitoli / caption | Generazione e stile configurabile dalla dashboard | | Export multi-piattaforma | Profili YouTube, TikTok, Instagram, Facebook | | Crop / formati | Percorso verso master e verticali (9:16) coerenti con le piattaforme | | Elaborazione locale | Pipeline su Docker: API + worker + artifact sulla tua macchina |
Dashboard — dove controlli il risultato
La UI è un’unica dashboard web (apps/web) servita dall’API:
- Avvio Analizza e monta senza dover imparare una timeline da zero
- Anteprima del cut e dei caption
- Impostazioni di progetto (ritmo, lingue, stile sottotitoli, profili piattaforma)
- Tab di raffinamento (grade, effetti, transizioni, mask) come layer di preview — il cablaggio completo su export è lavoro ancora in corso; il percorso veloce resta il montaggio automatico
Cosa non è (di proposito)
- Non è un clone CapCut cloud
- Non è un secondo “studio OpenCut” parallelo: l’amalgama è stato rimosso (ADR di prodotto). Un frontend, una direzione
- Non pretende di sostituire Premiere/DaVinci sul finish fine: punta al tratto rushes → cut esportabile, con export NLE in roadmap
Come funziona (oggi)
Step 1 — Bootstrap
Installi Docker, lanci lo script di bootstrap una volta. Sale lo stack (API, worker, volumi progetti). Apri http://127.0.0.1:8765 nel browser.
Step 2 — Progetto e clip
Crei un progetto, trascini 2–4 file camera. Nessuna preparazione manuale tipica: formati da ripresa reali (podcast, evento, intervista).
Step 3 — Analizza e monta
La pipeline sincronizza, propone il rough cut, prepara i caption. Puoi lasciare elaborare e tornare: non è un processo che deve tenerti incollato a una progress bar tutto il pomeriggio.
Step 4 — Affina i parametri
Nella dashboard regoli ciò che conta per te: ritmo del montaggio, stile sottotitoli, profili di export. Pochi controlli, non mille pannelli.
Step 5 — Export
Scarichi master e/o verticali per le piattaforme scelte. I file restano nei volumi locali del progetto.
Il prodotto oggi vs dove sta andando
Oggi (early access)
- Runtime Docker Compose (dev e VPS self-hosted)
- Dashboard browser + API FastAPI + worker
- Landing bilingue EN/IT: shotloom.github.io
- Codice aperto su GitHub
- Licenza in definizione (early access mentre il prodotto matura)
Roadmap (già tracciata)
| Evolutiva | Perché conta | Issue | |—|—|—| | App Electron | Installer one-shot (Windows in primis), niente Docker obbligatorio per l’utente finale — stesso pattern retail di Qwibo | #51 | | Taglio documentaristico AI | Tanti clip di ripresa + voce fuori campo: l’AI propone un taglio narrativo (non solo sync multicam podcast/evento) | #52 | | Export NLE | Progetto importabile in Premiere / DaVinci (FCPXML/ZIP) per chi finisce fuori | #50 | | Refine su export | Grade / effetti / transizioni / mask cablati fino all’export, non solo preview | #49 |
Altre linee aperte sul tracker: burn-in sottotitoli brand-aware, UX timeline Creator, verifica crop 9:16 = export.
Decisioni di prodotto (e perché contano in un portfolio)
Stella polare esplicita
Clip multicam in → Shotloom fa tutto → precisino raffina. Ogni feature si giudica rispetto a questa frase. Se non accelera il percorso automatico, non è prioritaria.
Un solo frontend
È stata rimossa la tentazione di mantenere uno “studio” parallelo tipo OpenCut. La dashboard Shotloom è la superficie unica: meno confusione per l’utente, meno debito architetturale.
Privacy come requisito
Come in Qwibo: on-device non è un bullet marketing, è la condizione perché certi creator e producer possano usarlo.
Docker ora, Electron dopo
Consegnare early access self-hosted velocemente; poi packaging retail quando la pipeline è abbastanza stabile. Stessa lezione di Qwibo, applicata al video.
Stack tecnologico
| Componente | Tecnologia | Ruolo |
|---|---|---|
| API | Python · FastAPI | Progetti, job, settings, artifact |
| Worker | Pipeline locale (ffmpeg / toolchain media) | Sync, cut, caption, export |
| Dashboard | Frontend apps/web |
Flusso primario + refine |
| Runtime | Docker Compose | Dev e deploy VPS (127.0.0.1:8765 in default sicuro) |
| Tracking | GitHub Issues (+ CLI agenti) | Backlog prodotto, non chat sparse |
| Presence | Jekyll (shotloom.github.io) | Landing EN/IT |
| Roadmap desktop | Electron (pattern Qwibo) | Installer retail post-v1 |
Architettura (vista d’insieme)
┌──────────────────────────────────────────────────────────────┐
│ Shotloom (oggi) │
│ │
│ Cam A/B/C/D ──► ingest ──► API + worker │
│ │ │ │
│ │ ├── sync + rough cut AI │
│ │ ├── captions │
│ │ └── export YT/TikTok/IG/FB │
│ │ │
│ └── dashboard (browser) │
│ │
│ Dopo: Electron shell · documentario + VO · export NLE │
└──────────────────────────────────────────────────────────────┘
Competenze dimostrate
Product engineering (AI video)
Definire un problema verticale (multicam → cut) e rifiutare il “editor generico con AI”. Stella polare, ADR, taglio di scope (niente studio parallelo).
Full-stack / pipeline media
API, worker asincroni, artifact, dashboard unica; vincoli reali di ffmpeg, formati, export piattaforma.
Privacy-by-design e self-hosting
Stesso filone di Qwibo: software che gira dove stanno i file, non dove sta l’abbonamento.
Roadmap retail
Saper distinguere early access tecnico (Docker) da prodotto consumer (Electron), e tracciare le evolutive sul tracker pubblico.
Brand e go-to-market
Identità (coral → magenta), logo “tre camere → timeline”, sito e portfolio: il prodotto si presenta, non solo “compila”.
🚀 Perché questo progetto mi interessava
Shotloom sta all’incrocio di tre temi che mi interessano:
- AI utile su footage reale, non demo da keynote
- Sovranità dei media — rushes che non devono uscire di casa
- Prodotto verticalissimo — meglio fare bene 2–4 camere che fingere di essere Premiere
La sfida non è “mettere un modello su un video”. È costruire un percorso che un creator possa usare ogni settimana: bootstrap, drop, cut, export — e solo dopo, se vuole, raffinare.
Specifiche tecniche (snapshot early access)
- Runtime: Docker Compose · API FastAPI · worker · dashboard web
- Input: 2–4 clip multicam tipici (podcast, evento, intervista, workshop)
- Output: rough cut, caption, export multi-piattaforma
- Privacy: elaborazione locale / self-hosted
- Roadmap: Electron #51 · documentario + VO #52 · export NLE #50
- Sito: shotloom.github.io
- Licenza: in definizione (early access su GitHub)
🌐 Sito ufficiale: shotloom.github.io
💻 Codice sorgente: github.com/Shotloom/Shotloom
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- Antonio Trento